Ecco che, il 7 febbraio, arriva una mia amica e mi urla nell’orecchio che sarebbe venuta presto Licia Troisi a scuola. Io, spaesata, non capisco come una scrittrice così possa venire nella mia scuola, poi scopro che invece è stata anche la sua.
Affranta però, me ne torno in classe senza nemmeno pensare di poter chiedere alla prof il permesso per andare al Teatro e vedere o, addirittura, fare domande a Licia Trosi.
Così sto una settimana buona ad aspettare l’incontro sperando almeno in un autografo rubato al cambio dell’ora xD
Fortunatamente mi è andata meglio: all’ultimo minuto, lunedì mattina, riesco a correre dalla professoressa che ha organizzato tutto e a farmi dare il permesso per venire.
Inutile dire che mi sono sentita strana. Una di quelle sensazioni che non saprei proprio come descrivere, ora.
Fatto sta che, comunque, entriamo (io e la mia amica che si è firmata AngelDust) e ci sediamo all’ultima fila, troppo imbarazzate per andare davanti.
Vediamo addirittura una ragazza, di una classe un po’ più avanti a noi, piangere per l’emozione, lei è stata la prima a fare una domanda, a rompere il ghiaccio, diciamo.
Dopo qualche domanda fatta da altri, mi faccio coraggio: alzo la mano e chiedo. Chiedo se quando creasti il personaggio di Dohor avevi gia in mente di farlo diventare così importante nelle Guerre. Poi, mentre parlavi di scienza, ho alzato di nuovo la mano e insicura ho fatto un miscuglio di parole tipo: «Ma non c’è comunque il concetto di “troppo”. Cioè, non so come spiegare bene, dico che quando si esagera nella scienza… e… beh non so se hai capito e…» eccolo qui, l’imbarazzo e la paura di non essere compresa.
Ma no, Licia Troisi ha capito e mi ha risposto con parole davvero belle, concludendo con “non è la natura ad essere cattiva, ma l’uomo”.
Poi ho chiesto se, invece, ti è mai dispiaciuto far morire un personaggio. Era scontato a chi mi riferissi, proprio a “quel” personaggio a cui un po’ tutti ci siamo affezionati leggendo le Cronache, e dopo anche le Guerre.
Qualcuno fa qualche altra domanda e poi abbiamo visto il filmino. Dopo hai fatto gli autografi, ma io avevo il compito di storia e ho mollato il foglio e il libro alla mia amica… beh, il tuo autografo lo volevo! (:
E sono andata a fare il compito di storia di cui non sapevo nulla, felice comunque del bell’incontro.
Quindi grazie per aver risposto alle nostre domande curiose con tanta gentilezza, grazie perché abbiamo capito che chiunque armato di buona volontà può diventare qualsiasi cosa vuole.
Grazie, davvero.
Beatrice, e anche se ripeto le parole della mia amica: da me, da lei, da un’altra mia amica che purtroppo non è potuta esserci, e da tutte le persone che hai fatte felici venendo al Kant.
Grazie
Ecco cosa ho scritto nel blog di Licia Troisi, che ieri è venuta nella mia scuola. La sua vecchia scuola.
Inaspettatamente, sono stata emozionantissima: è stata davvero una bella esperienza, certo, non mi ha cambiato la vita ma… diciamo che l’ha influenzata.
Non penso ci sia altro da dire, solo che sono rimasta piacevolmente colpita, ecco.
Bea
Cri, buttati, nessuno è mai morto per aver tentato, no?
E poi dove le metti tutte le belle parole che mi dicevi o che scrivi nelle storie?
Beh, non ci credevi veramente?
E se la risposta è si... cosa fai ancora qui?
Corri e fai un bel salto!
{E non ti buttare dal ponte xD}
~ Bea