Lili's profileMarlene la strega ♠PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
In bocca al lupo, Simò, ti voglio bene.
Beh, insomma ieri siamo giunti all'ultimo giorno, eh. Beh, sappi che ora, se mi chiederanno che squadra tifo, dirò "Lazio... e Udinese". Falli fuori tutti, perché sei sempre tu il più forte. In bocca al lupo, Simò, ti voglio bene.
Adesso qualcosa l'ho capita, grazie a voi.
È difficile scrivere su questo foglio bianco, è difficile riempirlo anche per me, che ho sempre tante cose da dire e non esito mai a parlare.
Comincio come ho iniziato a scrivere sul Diario di Campo. Comincio col dire che chi non è parte del gruppo o chi ne ha fatto parte ma non ha mai vissuto un campo con la preparazione giusta non potrà capire tutto ciò che scriverò.
Non so davvero da dove cominciare. Forse da quando sono arrivata e ci hanno dato i libretti che poi ci hanno accompagnato tutta la settimana. Forse dalle tante cose nuove, come il lavoro, il Santo o la fraternità. Forse dalle cose che abbiamo sempre fatto, ma in cui ci siamo impegnati di meno. Forse dalle persone.
Beh, gli avvenimenti sono stati tanti. E sinceramente io non mi sento nemmeno di doverli dire. Perché nessuno capirebbe le cose che abbiamo detto o fatto, le cose per cui abbiamo riso e per cui abbiamo pianto, perché nessun altro fa parte di noi. E non dico noi come gruppo, questa volta, ma dico noi, ognuno di noi fa un po’ parte dell’altro, dopo il campo, e gli altri non capirebbero. Quindi parlerò solamente delle persone. Perché loro so come spiegarle almeno un po’, a parole.
Vorrei parlare delle ragazze che non avevano mai partecipato a un campo, perché si sono rivelate persone che mai credevo potessero essere così. Sara è una ragazza che, contrariamente a quello che pensavo, è simpaticissima, con quella sua risata che inevitabilmente fa ridere tutti, sempre pronta a ridere e fare scherzi (anche se poi l’unico scherzo del campo se l’è beccato lei! xD). Francesca, invece, è una persona con l’ammirevole dote di mettere a suo agio chiunque. Sembra una che, con la sua timidezza iniziale, sta sempre sulle sue, ma basta farla aprire quel tanto che basta e si scoprirà una persona che ha grinta da vendere. Ilenia la definirei solo con una parola: vera. Mai mi ha dato l’impressione di star dicendo delle cose che non pensava e facendo cose che non voleva. E poi è una ragazza che ammiro molto, perché metteva entusiasmo in qualsiasi cosa faceva, anche se non le davano il caffè. xD E poi c’è Floranna, che ha sempre un motivo per urlare e per farci spaventare. xD Ma è una ragazza che non si apre facilmente, ma che ha un cuore molto grande, forse anche un po’ troppo. Poi ci sono Claudia, con cui ho quello strano rapporto che solo noi due possiamo portare avanti; Frappy, con quel suo velo di tristezza che vorrei tanto si togliesse per poter ridere liberamente come facevamo qualche tempo fa; Teo, lui che sa parlare di cose serie con la stessa leggerezza di quando ride; Matteo, che si sente inutile quando non lo è; Carola, su cui avrei un’infinità di cose da dire, ma non posso e non voglio dirle; Luchetto, che ha paura di far vedere i suoi difetti, anche se io gli voglio bene così com’è. E le persone che ci hanno aiutato? Alessio, che da solo un anno cucina per noi e ha avuto una pazienza assurda quando dovevamo cucinare noi, lui che anche se è solo un anno che ci segue è ormai parte del gruppo. Ciccio, il gigante buono, e Marika, che ci hanno lasciato 5 anni fa dal primo campo e ci hanno ritrovati gli stessi ragazzi pieni di energia e vitalità, loro a cui noi vogliamo tanto bene. Giulia, che ci segue solo da 3 anni ma che da ormai tanto tempo fa parte di noi. E poi… beh, e poi loro. Carlo e Marta, i nostri pilastri, loro che ci seguono da 5 anni e lo fanno ancora con l’entusiasmo di tanto tempo fa. Loro che prima vedevo come persone messe lì per spiegarci qualcosa, come i prof, e che ora invece vedo come ragazzi come tutti noi, con le loro personalità e le loro vite. Loro che ora li vedo come due miei punti fissi e fondamentali, loro senza i quali io sarei nemmeno la metà di ciò che sono.
Avrete notato che ho lasciato da parte una persona. Un’altra persona fondamentale per me. Simone. E qui voglio allegare una cosa che avevo scritto precedentemente per lui.
“Dai per scontate tante cose, quando conosci una persona da molto tempo. Per esempio, dai per scontato che una determinata persona, avendo sempre fatto parte della tua vita, non se ne vada via come se niente fosse; oppure, dai per scontato che tutti gli anni che avete passato insieme sono serviti a consolidare un rapporto, e che quel rapporto non può spezzarsi perché quella persona va via. Lo dai per scontato perché è inconcepibile, quasi ultraterrena, l’idea di svegliarsi, uscire di casa, e non ritrovarsela di fronte, quella persona. Così io, immaginando la mia vita, la vedevo popolata da innumerevoli persone, spesso non sapevo nemmeno chi fossero, ma mi sorprendevo sempre a fantasticare sul futuro e, senza stupirmi, vedevo i volti a me cari. E non sto parlando di parenti. Immagino quello che ne sarà di me, e vedo il volto sorridente di Carola, quello di Gabri, quello di Teo, quello di Frappy, quello di tutti gli altri, e anche quello di Simone, ovviamente. Quando ho finito le medie, mi sono spesso ritrovata a pensare a come sarebbe andata al liceo. E così, quando ho finito il primo anno di scuola, ho immaginato come sarebbe andato il secondo. Immancabilmente pensavo a me, Gabri, Cri, Fra e Matteo alle 7.10 al bar, e poi la camminata per via del Fringuello fino a raggiungere casa di Simo (e anche di Luca, ovviamente), dove lui e Teo si sarebbero messi il gel ai capelli e ci avrebbero fatto aspettare venti minuti. Ma la sosta da Simone non ci sarà più. Gia, perché Simone se ne va a Udine. E potrà anche sembrarvi che dica queste cose in tono amareggiato, ma non è affatto così. Anzi. Sono estremamente felice per lui, perché giocare nell’Udinese è una grandissima opportunità, dato che Simo ha sempre sognato di diventare calciatore. Forse ora sto dicendo così perché ancora non ho realizzato bene come sarà quel piccolo vuoto nella mia vita, ma sono comunque sicura che per quanto mi potrà mancare, il mio buon senso mi farà essere felice per lui. L’unica cosa che mi dispiace è che dopo 15 anni che ci conosciamo, che ci vediamo tutte le estati alla Rocca dal nostro primo anno di nascita, che passiamo insieme tutto l’anno scolastico (asilo, elementare, medie e anche al liceo, in classi diverse), che ci vediamo il sabato pomeriggio in parrocchia e passiamo tutti insieme, tutto il gruppo, momenti indimenticabili, continueremo a far quello che abbiamo sempre fatto, ma senza di lui. Ci saranno le cene di gruppo, ma sono sicura che, sebbene ridendo e scherzando, tutti ci guarderemo intorno e vedremo una sedia vuota. E allora ci verrà da pensare a tutte le cavolate che ha detto o fatto Simone (e assicuro che sono molte). Ma non voglio scrivere un post buttando tutto in tragedia, assolutamente. Perché lui non deve andare al fronte di guerra e non c’è nemmeno una possibilità che venga fatto fuori; molto semplicemente, non sarà più con noi. Quindi vedo tutto con una luce positiva, sapendo che comunque avremo modo di vederlo alle festività, perché prima della sensazione del piccolo vuoto che, sono sicura, mi assalirà, penserò che lui sta bene e sta inseguendo il suo sogno. Poi non scordiamoci che un giorno, quando diventerà ricco sfondato e famoso (perché lui diventerà ricco sfondato e famoso), io potrò dire in giro che quello là lo conosco da quando non pensava nemmeno quattro chili; e magari potrò anche rivendermi le foto di quando aveva due ciuffi per capelli a un magazine e guadagnare qualche soldo.”
Ora che è passato il campo ho veramente realizzato cosa significherà non avere più Simone accanto, ma il campo mi ha anche insegnato che lui sarà comunque con noi.
Quindi, Mone, ti voglio dire di non scordare i lacci uniti che ti ho regalato. E che ti voglio tanto bene, anche se non ho avuto il coraggio di dirtelo. Ciao Sbardè.
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