Lili's profileMarlene la strega ♠PhotosBlogListsMore Tools Help

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    Vengo dalla Luna.

     

    Io vengo dalla Luna, che il cielo vi attraversa,

    e trovo inopportuna la paura per una cultura diversa,

    che su di me riversa la sua follia perversa

    arriva al punto che quando mi vede sterza.

    Vuole mettermi sotto sto signorotto

    che si fa vanto del santo attaccato sul cruscotto,

    non ha capito che sono disposto a stare sotto

    solamente quando fotto.

    "Torna al tuo paese, sei diverso!"

    Impossibile, vengo dall'universo,

    la rotta ho perso, che vuoi che ti dica,

    tu sei nato qui perchè qui ti ha partorito una fica.

    In che saresti migliore?

    Fammi il favore, compare,

    qui non c'è affare che tu possa meritare,

    sei confinato, ma nel tuo stato mentale.

     

    Io sono lunatico e pratico dove cazzo mi pare.

    Io non sono nero, io non sono bianco,

    io non sono attivo, io non sono stanco,

    io non provengo da nazione alcuna,

    io si, io vengo dalla luna.

    Io non sono sano, io non sono pazzo,

    io non sono vero, io non sono falso,

    io non ti porto jella ne fortuna,

    io si, ti porto sulla luna, io vengo dalla luna...

     

    Ce l'hai con me perchè ti fotto il lavoro,

    perchè ti fotto la macchina o ti fotto la tipa sotto la luna?

    Cosa vuoi che sia, poi, non è colpa mia

    se la tua donna di cognome fa Pompilio come Numa.

    Dici che sono brutto, che puzzo come un ratto

    ma sei un coatto e soprattutto non sei Paul Newman.

    Non mi prende che di striscio la tua fiction,

    io piscio sul tuo show che fila liscio come il Truman.

    Ho nostalgia della mia luna leggera,

    ricordo una sera le stelle di una bandiera,

    ma era una speranza era, una frontiera era,

    la primavera di una nuova era era.

    "Stupido, ti riempiamo di ninnoli da subito

    in cambio del tuo stato libero di suddito"

    No! È una proposta inopportuna,

    tieniti la terra, uomo, io voglio la luna!

     

    Io sono lunatico e pratico dove cazzo mi pare.

    Io non sono nero, io non sono bianco,

    io non sono attivo, io non sono stanco,

    io non provengo da nazione alcuna,

    io si, io vengo dalla luna.

    Io non sono sano, io non sono pazzo,

    io non sono vero, io non sono falso,

    io non ti porto jella ne fortuna,

    io si, ti porto sulla luna, io vengo dalla luna...

     

    Non è stato facile per me trovarmi qui,

    ospite inatteso, peso indesiderato, arreso,

    complici i satelliti che riflettono un benessere artificiale,

    luna sotto la quale parlare d'amore.

    Scaldati in casa davanti al tuo televisore,

    la verità nella tua mentalità

    è che la fiction sia meglio della vita reale,

    che invece è imprevedibile

    e non il frutto di qualcosa già scritto,

    su un libro che hai già letto tutto,

    ma io, io, io no.

    Io, io, io... io vengo dalla luna.

    Oltre il velo.

     

    Sirius parve impiegare un’eternità a toccare terra: il suo corpo si piegò con grazia e cadde all’indietro oltre il velo logoro appeso all’arco.

    Harry colse un misto di paura e stupore sul suo volto sciupato, un tempo così attraente, mentre varcava l’antica soglia e spariva dietro il velo, che per un momento ondeggiò come scosso da un forte vento, poi ricadde immobile.

    Udì l’urlo di trionfo di Bellatrix Lestrange, ma sapeva che non significa niente, Sirius era solo caduto al di là dell’arco, da un momento all’altro sarebbe ricomparso…

    Ma Sirius non ricomparve.

    «SIRIUS!» urlo Harry, «SIRIUS!»

    Harry aveva il fiato mozzo, i polmoni in fiamme. Di sicuro Sirius era dietro la tenda, lui, Harry, l’avrebbe tirato fuori…

    Fece per lanciarsi verso la piattaforma, ma Lupin lo bloccò, circondandolo con le braccia, e lo trattenne.

    «Non puoi fare niente, Harry…»

    «Fermalo… salvalo… è appena passato…!»

    «… è troppo tardi, Harry.»

    «Possiamo ancora raggiungerlo…» Harry si divincolò con violenza, ma Lupin non lo lasciò andare.

    «Non puoi fare niente, Harry… niente… se n’è andato.»

    «Non se n’è andato!» urlo Harry.

    Non ci credeva; non ci voleva credere; si divincolò con tutte le sue forze. Lupin non capiva: c’era gente nascosta dietro quella tenda, Harry li aveva sentiti bisbigliare la prima volta che era entrato nella stanza. Sirius si stava nascondendo per tendere un agguato…

    «SIRIUS!» urlo Harry, «SIRIUS!»

    «Non può tornare, Harry» disse Lupin con voce spezzata. «Non può tornare perché è m-…»

    «NON – È – MORTO!» ruggì Harry. «SIRIUS!»

     

    da Harry Potter e l’Ordine della Fenice, pagine 746-747-748

     

     

     

     

    Per "festeggiare" il terzo compleanno del mio blog, pubblico delle pagine che recentemente mi sono ritrovata a leggere e per le quali, fra tutti i libri che ho letto (e sono tanti), ho pianto di più.

    Ho sceso, dandoti il braccio.

     

    Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
    e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
    Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
    Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
    le coincidenze, le prenotazioni,
    le trappole, gli scorni di chi crede
    che la realtà sia quella che si vede.


    Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio

    non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
    Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
    le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
    erano le tue.

     

    [Ho sceso, dandoti il braccio di Eugenio Montale]

     

    Leggere, leggere, leggere, leggere, leggere...

    Per la scuola ho dovuto scrivere un testo argomentativo sul mio hobby preferito.

    Ora, premettendo che sono negata per quel tipo di tema, vorrei scriverlo qui, perché quest’ultimo elaborato è particolarmente sentito e perché ho avuto modo già in passato di parlare della lettura.

    Quindi, et voila!

     

     

     

    Tra i tanti hobby che un adolescente come me può avere, il mio è forse uno dei meno gettonati è più sprezzati, per una serie di motivi, dai giovani: la lettura, i libri. Cercherò di spiegarmi perché la lettura è qualcosa di straordinario, da apprezzare e non disprezzare.

    Sembrerò folle, ma comincio col dire che i libri, prima di tutto, sono amici. Insomma, non piangi, non ridi, non ti diverti mentre li leggi come faresti con un qualsiasi amico?

    Ma fanno anche sognare. Perché leggendo delle imprese di un personaggio creo un mondo parallelo a quello reale, un mondo in cui sono la spettatrice della vita di qualcun altro, un mondo in cui nulla è reale ma tutto è sentito come se lo fosse; mentre leggo divento parte integrante del libro, metaforicamente parlando.

    Estraniandomi per un lasso di tempo indeterminato dalla vera realtà mi distraggo, ho modo di emozionarmi per qualcosa che sento mio ma che non lo è davvero, e scarico la tensione in una pace silenziosa e tranquilla. Corrado Augias, giornalista e scrittore, ha detto:Siamo abituati a dare a parole come silenzio e solitudine un significato di malinconia, negativo. Nel caso della lettura non è così, al contrario quel silenzio e quella solitudine segnano la condizione orgogliosa dell'essere umano solo con i suoi pensieri, capace di dimenticare per qualche ora ogni affanno.”

    Potreste sicuramente controbattere che il mondo parallelo, quello creato dal libro, è destinato a morire, dato che proprio perché è inesistente non è perenne. Ma cosa c’è di male nel sognare e perdersi per un momento in una realtà diversa da quella monotona che viviamo tutti i giorni? Sognare, distrarsi, stare un attimo rilassati sono degli obiettivi che qualsiasi persona ha e che purtroppo non spesso può concedersi, leggere è un mezzo semplice ed interessante per farlo.

    Ma oltre il fiabesco emisfero onirico c’è qualcosa di utile per formare la cultura di un uomo ed anche quella di una società: leggere fa conoscere situazioni, mondi che esistono o che sono esistiti e che proprio per questo non possiamo ignorare. Prima si parlava di libri fantastici, ora si parla di libri storici, quelli scritti da vecchi autori per condannare un fatto del loro mondo o semplicemente per raccontare di ciò che accadeva in quel periodo.

    Infatti la lettura non è solo un modo per sognare, ma anche un modo per ricordarsi chi era l’uomo, cosa ha fatto; insomma, è una maniera semplice ed interessante per non dimenticare; come dice Cartesio: “La lettura dei buoni libri è una sorta di conversazione con gli spiriti migliori dei secoli passati.”

    Come l’importanza dei libri relativa alla storia ed alla cultura non va sottovalutata, non deve esserlo nemmeno il notevole contributo che può dare al modo di parlare. Dopo che si legge non si rimane del tutto impassibili allo stile e al modo di esprimersi dell’autore, troverete infatti che dopo aver letto molti libri si acquisiscono nuovi vocaboli, si aggiunge qualcosa alla propria cifra stilistica.

    È necessario saper parlare bene per poter esporre le proprie idee e, perché no?, fare quello che sto tentando di fare io ora: cercare di convincere qualcuno, sicuramente utilizzando un vocabolario più ricercato si hanno maggiori probabilità di affascinare l’ascoltatore. È bene leggere perché come ha detto Joseph Addison, antico politico e scrittore inglese: “La lettura è per la mente quel che l'esercizio è per il corpo”.

    In conclusione vorrei solamente citare un proverbio che non conoscevo prima di trovarlo su internet, e che è il migliore riassunto e conclusione per questo tema: “bisogna leggere per istruirsi, per correggersi e per consolarsi.”

    Geniali. xD

     
     
    «Ciao Ron, ci presti Leo?»
    «Per fare cosa?»
    «Perché George vuole invitarlo al ballo.»
    Harry Potter e il calice di fuoco
     
     
     
     
    Giuro che mi ero scordata di quanto siano geniali quei due. xD

    Band of brothers

    «From this day to the ending of the world,
    we in it shall be remember'd;
    we few, we happy few, we band of brothers.
    For he today that sheds his blood with me
    shall be my brother.»

     

    «E sino alla fine del Mondo
    giorno non passerà senza che vengano menzionati i nostri nomi;
    felici noi, noi pochi, noi schiera di fratelli;
    poiché chi oggi spargerà il suo sangue con me
    sarà mio fratello.»

     

    [Enrico V, atto IV, scena 3, Shakspeare]

     

    Per Carola

    Carola ti namo tantissimo!
     
     
     
     
    Volevi il tuo intervento, ed eccotelo qui. xD

    Fade to black.

     
    Life it seems will fade away
    Drifting further everyday
    Getting lost within myself
    Nothing matters, no one else
    I have lost the will to live
    Simply nothing more to give
    There is nothing more for me
    Need the end to set me free

    Things are not what they used to be
    Missing one inside of me
    Deathly lost, this can’t be real
    Cannot stand this hell I feel
    Emptiness is filling me
    To the point of agony
    Growing darkness taking dawn
    I was me but now he’s gone

    No one but me can save myself, but it’s too late
    Now I can’t think, think why I should even try

    Yesterday seems as though it never existed
    Death greets me warm now I will just say goodbye
     
     
     
     
    24.06.09
    Concerto Metallica.

    Da Frappy. Ti vu bi! (:

     

    Questo è il meraviglioso capolavoro che mi ha fatto Frappy.

    Davvero, non speravo certo di trovare un'amica così quando ci siamo conosciute.

    Ricordati che anche io ti voglio talmente bene che ti darei una martellata in testa (ricordi i disegnini? xD).

    Single-Green-Apple

     

    Bea

    In bocca al lupo, Simò, ti voglio bene.

     

     

    Beh, insomma ieri siamo giunti all'ultimo giorno, eh.

    Beh, sappi che ora, se mi chiederanno che squadra tifo, dirò "Lazio... e Udinese".

    Falli fuori tutti, perché sei sempre tu il p forte.

    In bocca al lupo, Simò, ti voglio bene.

     

     

    Adesso qualcosa l'ho capita, grazie a voi.

     

    È difficile scrivere su questo foglio bianco, è difficile riempirlo anche per me, che ho sempre tante cose da dire e non esito mai a parlare.

     

    Comincio come ho iniziato a scrivere sul Diario di Campo.

    Comincio col dire che chi non è parte del gruppo o chi ne ha fatto parte ma non ha mai vissuto un campo con la preparazione giusta non potrà capire tutto ciò che scriverò.

     

    Non so davvero da dove cominciare.

    Forse da quando sono arrivata e ci hanno dato i libretti che poi ci hanno accompagnato tutta la settimana.

    Forse dalle tante cose nuove, come il lavoro, il Santo o la fraternità.

    Forse dalle cose che abbiamo sempre fatto, ma in cui ci siamo impegnati di meno.

    Forse dalle persone.

     

    Beh, gli avvenimenti sono stati tanti. E sinceramente io non mi sento nemmeno di doverli dire. Perché nessuno capirebbe le cose che abbiamo detto o fatto, le cose per cui abbiamo riso e per cui abbiamo pianto, perché nessun altro fa parte di noi. E non dico noi come gruppo, questa volta, ma dico noi, ognuno di noi fa un po’ parte dell’altro, dopo il campo, e gli altri non capirebbero.

    Quindi parlerò solamente delle persone. Perché loro so come spiegarle almeno un po’, a parole.

     

    Vorrei parlare delle ragazze che non avevano mai partecipato a un campo, perché si sono rivelate persone che mai credevo potessero essere così.

    Sara è una ragazza che, contrariamente a quello che pensavo, è simpaticissima, con quella sua risata che inevitabilmente fa ridere tutti, sempre pronta a ridere e fare scherzi (anche se poi l’unico scherzo del campo se l’è beccato lei! xD).

    Francesca, invece, è una persona con l’ammirevole dote di mettere a suo agio chiunque. Sembra una che, con la sua timidezza iniziale, sta sempre sulle sue, ma basta farla aprire quel tanto che basta e si scoprirà una persona che ha grinta da vendere.

    Ilenia la definirei solo con una parola: vera. Mai mi ha dato l’impressione di star dicendo delle cose che non pensava e facendo cose che non voleva. E poi è una ragazza che ammiro molto, perché metteva entusiasmo in qualsiasi cosa faceva, anche se non le davano il caffè. xD

    E poi c’è Floranna, che ha sempre un motivo per urlare e per farci spaventare. xD Ma è una ragazza che non si apre facilmente, ma che ha un cuore molto grande, forse anche un po’ troppo.

    Poi ci sono Claudia, con cui ho quello strano rapporto che solo noi due possiamo portare avanti; Frappy, con quel suo velo di tristezza che vorrei tanto si togliesse per poter ridere liberamente come facevamo qualche tempo fa; Teo, lui che sa parlare di cose serie con la stessa leggerezza di quando ride; Matteo, che si sente inutile quando non lo è; Carola, su cui avrei un’infinità di cose da dire, ma non posso e non voglio dirle; Luchetto, che ha paura di far vedere i suoi difetti, anche se io gli voglio bene così com’è.

    E le persone che ci hanno aiutato?

    Alessio, che da solo un anno cucina per noi e ha avuto una pazienza assurda quando dovevamo cucinare noi, lui che anche se è solo un anno che ci segue è ormai parte del gruppo. Ciccio, il gigante buono, e Marika, che ci hanno lasciato 5 anni fa dal primo campo e ci hanno ritrovati gli stessi ragazzi pieni di energia e vitalità, loro a cui noi vogliamo tanto bene. Giulia, che ci segue solo da 3 anni ma che da ormai tanto tempo fa parte di noi.

    E poi… beh, e poi loro.

    Carlo e Marta, i nostri pilastri, loro che ci seguono da 5 anni e lo fanno ancora con l’entusiasmo di tanto tempo fa. Loro che prima vedevo come persone messe lì per spiegarci qualcosa, come i prof, e che ora invece vedo come ragazzi come tutti noi, con le loro personalità e le loro vite. Loro che ora li vedo come due miei punti fissi e fondamentali, loro senza i quali io sarei nemmeno la metà di ciò che sono.

     

    Avrete notato che ho lasciato da parte una persona. Un’altra persona fondamentale per me.

    Simone.

    E qui voglio allegare una cosa che avevo scritto precedentemente per lui.

     

    “Dai per scontate tante cose, quando conosci una persona da molto tempo. Per esempio, dai per scontato che una determinata persona, avendo sempre fatto parte della tua vita, non se ne vada via come se niente fosse; oppure, dai per scontato che tutti gli anni che avete passato insieme sono serviti a consolidare un rapporto, e che quel rapporto non può spezzarsi perché quella persona va via. Lo dai per scontato perché è inconcepibile, quasi ultraterrena, l’idea di svegliarsi, uscire di casa, e non ritrovarsela di fronte, quella persona.

    Così io, immaginando la mia vita, la vedevo popolata da innumerevoli persone, spesso non sapevo nemmeno chi fossero, ma mi sorprendevo sempre a fantasticare sul futuro e, senza stupirmi, vedevo i volti a me cari. E non sto parlando di parenti. Immagino quello che ne sarà di me, e vedo il volto sorridente di Carola, quello di Gabri, quello di Teo, quello di Frappy, quello di tutti gli altri, e anche quello di Simone, ovviamente.

    Quando ho finito le medie, mi sono spesso ritrovata a pensare a come sarebbe andata al liceo. E così, quando ho finito il primo anno di scuola, ho immaginato come sarebbe andato il secondo. Immancabilmente pensavo a me, Gabri, Cri, Fra e Matteo alle 7.10 al bar, e poi la camminata per via del Fringuello fino a raggiungere casa di Simo (e anche di Luca, ovviamente), dove lui e Teo si sarebbero messi il gel ai capelli e ci avrebbero fatto aspettare venti minuti. Ma la sosta da Simone non ci sarà più.

    Gia, perché Simone se ne va a Udine.

    E potrà anche sembrarvi che dica queste cose in tono amareggiato, ma non è affatto così. Anzi. Sono estremamente felice per lui, perché giocare nell’Udinese è una grandissima opportunità, dato che Simo ha sempre sognato di diventare calciatore. Forse ora sto dicendo così perché ancora non ho realizzato bene come sarà quel piccolo vuoto nella mia vita, ma sono comunque sicura che per quanto mi potrà mancare, il mio buon senso mi farà essere felice per lui.

    L’unica cosa che mi dispiace è che dopo 15 anni che ci conosciamo, che ci vediamo tutte le estati alla Rocca dal nostro primo anno di nascita, che passiamo insieme tutto l’anno scolastico (asilo, elementare, medie e anche al liceo, in classi diverse), che ci vediamo il sabato pomeriggio in parrocchia e passiamo tutti insieme, tutto il gruppo, momenti indimenticabili, continueremo a far quello che abbiamo sempre fatto, ma senza di lui. Ci saranno le cene di gruppo, ma sono sicura che, sebbene ridendo e scherzando, tutti ci guarderemo intorno e vedremo una sedia vuota. E allora ci verrà da pensare a tutte le cavolate che ha detto o fatto Simone (e assicuro che sono molte).

    Ma non voglio scrivere un post buttando tutto in tragedia, assolutamente. Perché lui non deve andare al fronte di guerra e non c’è nemmeno una possibilità che venga fatto fuori; molto semplicemente, non sarà più con noi. Quindi vedo tutto con una luce positiva, sapendo che comunque avremo modo di vederlo alle festività, perché prima della sensazione del piccolo vuoto che, sono sicura, mi assalirà, penserò che lui sta bene e sta inseguendo il suo sogno.

    Poi non scordiamoci che un giorno, quando diventerà ricco sfondato e famoso (perché lui diventerà ricco sfondato e famoso), io potrò dire in giro che quello là lo conosco da quando non pensava nemmeno quattro chili; e magari potrò anche rivendermi le foto di quando aveva due ciuffi per capelli a un magazine e guadagnare qualche soldo.”

     

    Ora che è passato il campo ho veramente realizzato cosa significherà non avere più Simone accanto, ma il campo mi ha anche insegnato che lui sarà comunque con noi.

     

    Quindi, Mone, ti voglio dire di non scordare i lacci uniti che ti ho regalato. E che ti voglio tanto bene, anche se non ho avuto il coraggio di dirtelo.  Ciao Sbardè.

     

     

    Non dirmi che Harry Potter parla del Santo Graal!

     

    «Questi libri non possono cancellare secoli di storia, specialmente se la storia è sostenuta dal più grande best seller di tutti i tempi.»

    «Non dirmi che Harry Potter parla del Santo Graal!»

    «Parlavo della Bibbia.»

    «Dovevo aspettarmelo.»

     

    Il Codice Da Vinci, pag.195

     

     
     

    Sì, signore.

     
     
    Il suo Sortilegio Scudo fu così potente che Piton perse l'equilibrio e urtò contro un banco. Tutta la classe si voltò a guardare l'insegnante che si raddrizzava, torvo.
    -Ricordi che stiamo praticando gli incantesimi non verbali, Potter?-
    -Sì- rispose Harry, rigido.
    -Sì, signore.-
    -Non c'è bisogno di chiamarmi signore, professore.-
     
    (Harry Potter e il Principe MezzoSangue, pag. 170)
     
     

    Sono quasi tutti matti qui! xD

     

     

    -Ma lei è un gatto!

     

    -Uno stregatto astratto!

     

    -Volevo soltanto chiederle, che strada devo prendere?

     

    -Bè… tutto dipende da dove vuoi andare!

     

    -Oh, veramente importa poco, purchè io riesca.

     

    -Bè, allora importa poco che strada prendi! Aaaah, a proposito, se vuoi proprio saperlo è andato… da quella parte!

     

    -Chi?

     

    -Il bianconiglio! Comunque se io cercassi un bianconiglio, lo chiederei al cappellaio matto o al leprotto bisestile, di là!

     

    -Oh, ma io non voglio andare in mezzo ai matti!

     

    -Non puoi farci niente… sono quasi tutti matti qui!

     

     

    Alice in Wonderland.

     

     

     

    Per Criccry e Frappy... da Bebby.

     
     
    Non sono solita scrivere cose "ultimamente ho conosciuto una persona fantasticaaaa!" come si fa ormai dappertutto, non voglio passare per quella che conosce una persona e due minuti dopo è la mia migliore amica, quindi non prendete e righe in modo sbagliato.
    Sì, perché a settembre, quando ho cominciato la scuola, avevo una paura assurda di capitare in una brutta classe, volevo andare in classe con Simone e gli altri perché temevo che Francesca e Cristiana non potessero essere buone amiche per me. Ma ancora non le conoscevo, e ripensandoci oggi, a distanza di 8 mesi, mi viene da ridere. Perché oggi sono due delle mie migliori amiche. 
    A dire la verità, quando le vedevo a catechismo, ma ancora non le conoscevo, non credevo che un giorno avremmo potuto avere un rapporto di amicizia, non perché mi stavano antipatiche... solamente perché non vedevo nulla in loro che mi attirava; insomma, eravamo e siamo tutt'ora molto diverse, soprattutto io e Frappy.
    Comunque, a Settembre, per forza di cose, mi sono ritrovata in classe con loro e mi sono ritrovata a doverci andare a scuola tutti i giorni, a condividerci quasi tutto, a viverci dei momenti bellissimi. L'amicizia si è sviluppata presto, da parte mia, perché sono davvero delle persone fantastiche; quando entriamo in seconda ora e siamo solo noi tre non mi pesa come pensavo che mi pesasse, all'inizio dell'anno, a stare sola con loro non mi sento un'intrusa (vero Frà? xD) e mi trovo benissimo.
    Quindi...
    Frappy: so che odi questo soprannome, ma non posso fare a meno di chiamartici, ti sta così bene! Comunque volevo dirti che ora, pensando all'inizio dell'anno e alle mie paure mi sento una povera idiota, perché ora so che sei una persona davvero fantastica, con cui ci si può parlare bene e di tutto, con cui potersi confidare, essere serie ma anche ridere fino a farti venire il mal di pancia, spettegolar e prendersi in giro!
    Criccry (solo io, o qua ò.ò, ti chiamo così xD): con te gia avevo più confidenza, ma la paura all'inizio ci stava... ma dopo che abbiamo scoperto una delle nostre più grandi passioni ci si è aperto un Mondo davanti, di cui parlare tutte le mattine fino a far sfinire la povera Fra, che ora sa meglio di noi di Sasuke e Kakashi xD E poi ho scoperto che invece di essere una bulla (xD) sei una persona dolcissima e fragile, a cui serve Beatricizzarsi per il suo bene ò.ò (ecco che tiro fuori Beo xD) Ma tanto anche io Cristianizzando (e non nel senso che divento religiosa xD)
    Quindi volevo dirvi grazie, perché senza di voi come compagne di classe, ma soprattutto come amiche, tutte le cavolate che ci siamo inventate (il Matrimonio, i disegnini durante latino, le storielle che narra Frappy su Ozzy xD) non esisterebbero, e non esisterebbero due delle mie amiche più importanti.
    Vi voglio bene, sul serio,
    Bea.
     
     
     

    Licia Troisi nella mia scuola *__*

     

    Ecco che, il 7 febbraio, arriva una mia amica e mi urla nell’orecchio che sarebbe venuta presto Licia Troisi a scuola. Io, spaesata, non capisco come una scrittrice così possa venire nella mia scuola, poi scopro che invece è stata anche la sua.
    Affranta però, me ne torno in classe senza nemmeno pensare di poter chiedere alla prof il permesso per andare al Teatro e vedere o, addirittura, fare domande a Licia Trosi.
    Così sto una settimana buona ad aspettare l’incontro sperando almeno in un autografo rubato al cambio dell’ora xD
    Fortunatamente mi è andata meglio: all’ultimo minuto, lunedì mattina, riesco a correre dalla professoressa che ha organizzato tutto e a farmi dare il permesso per venire.
    Inutile dire che mi sono sentita strana. Una di quelle sensazioni che non saprei proprio come descrivere, ora.
    Fatto sta che, comunque, entriamo (io e la mia amica che si è firmata AngelDust) e ci sediamo all’ultima fila, troppo imbarazzate per andare davanti.
    Vediamo addirittura una ragazza, di una classe un po’ più avanti a noi, piangere per l’emozione, lei è stata la prima a fare una domanda, a rompere il ghiaccio, diciamo.
    Dopo qualche domanda fatta da altri, mi faccio coraggio: alzo la mano e chiedo. Chiedo se quando creasti il personaggio di Dohor avevi gia in mente di farlo diventare così importante nelle Guerre. Poi, mentre parlavi di scienza, ho alzato di nuovo la mano e insicura ho fatto un miscuglio di parole tipo: «Ma non c’è comunque il concetto di “troppo”. Cioè, non so come spiegare bene, dico che quando si esagera nella scienza… e… beh non so se hai capito e…» eccolo qui, l’imbarazzo e la paura di non essere compresa.
    Ma no, Licia Troisi ha capito e mi ha risposto con parole davvero belle, concludendo con “non è la natura ad essere cattiva, ma l’uomo”.
    Poi ho chiesto se, invece, ti è mai dispiaciuto far morire un personaggio. Era scontato a chi mi riferissi, proprio a “quel” personaggio a cui un po’ tutti ci siamo affezionati leggendo le Cronache, e dopo anche le Guerre.
    Qualcuno fa qualche altra domanda e poi abbiamo visto il filmino. Dopo hai fatto gli autografi, ma io avevo il compito di storia e ho mollato il foglio e il libro alla mia amica… beh, il tuo autografo lo volevo! (:
    E sono andata a fare il compito di storia di cui non sapevo nulla, felice comunque del bell’incontro.
    Quindi grazie per aver risposto alle nostre domande curiose con tanta gentilezza, grazie perché abbiamo capito che chiunque armato di buona volontà può diventare qualsiasi cosa vuole.
    Grazie, davvero.
    Beatrice, e anche se ripeto le parole della mia amica: da me, da lei, da un’altra mia amica che purtroppo non è potuta esserci, e da tutte le persone che hai fatte felici venendo al Kant.
    Grazie

     

    Ecco cosa ho scritto nel blog di Licia Troisi, che ieri è venuta nella mia scuola. La sua vecchia scuola.

    Inaspettatamente, sono stata emozionantissima: è stata davvero una bella esperienza, certo, non mi ha cambiato la vita ma… diciamo che l’ha influenzata.

    Non penso ci sia altro da dire, solo che sono rimasta piacevolmente colpita, ecco.

     

    Bea

     

    Buttati!

     
     
    Cri, buttati, nessuno è mai morto per aver tentato, no?
    E poi dove le metti tutte le belle parole che mi dicevi o che scrivi nelle storie?
    Beh, non ci credevi veramente?
    E se la risposta è si... cosa fai ancora qui?
    Corri e fai un bel salto!
    {E non ti buttare dal ponte xD}
     
    ~ Bea
     
     

    Diventerò una pluriomicida

    Diventerò una pluriomicida ricercata per tanti - troppi, effettivamente - omicidi.
    Devo ancora decidere chi sarà il primo della lista.
    Probabilmente quella sciocca persona che sta trillando ora su msn, di cui non so nemmeno il nome, tra le altre cose.
     
    "Uccidere... sssssento odore di sssssssssangue"
     
    Non so quanti fortunati possono vantare la mia simpatia, tutti quelli che non possono, però,
    verranno uccisi il più presto possibile.
     
    E poi non dite che non vi ho avvertiti.
    u_____ù

    Fino alla fine.

                                                                           La

                                                                             dedica

                                                                                di questo libro

                                                                            è divisa

                                                                 in sette modi:

                                                            a Neil,

                                                                     a Jessica,

                                                                             a David,

                                                                                 a Kenzie,

                                                                                         a Di,

                                                                                 ad Anne,

                                                                              e a te,

                                                                         se sei

                                                                               rimasto

                                                                                   con Harry

                                                                                         fin proprio

                                                                                       alla

                                                                                    fine.

     

     

    Questa è la dedica che ho letto appena ho avuto tra le mani Harry.

    Fatta proprio a saetta.

    E ho scoperto con piacere che è dedicato anche a me.

    Perché io, con Harry, ci sono stata per 8 anni e ci sono rimasta.

    Fino alla fine.

     

    Bea

     

    Stars

    - Sei nato senza ali e vivi lassù?

    - Si certo

    - E sopra c'è il cielo aperto?

    - Il cielo blu.

    - Il cielo blu...- gli fece eco lei con meraviglia.

    - E puoi vedere il sole? Cioè per davvero. Più di questo cerchio pallido? E anche la luna?

    - Anche le stelle.

    [La guerra degli Alati - Spia nel mondo di sotto]

     

    Chissà se saremo capaci anche noi di vedere le stelle, benché privi di ali.

     

    Buon anno nuovo a tutti!

    Bea